Perché spazio x
Sono sempre stato una persona curiosa, sin da bambino mi sono posto mille domande e non mi sono accontentato della prima spiegazione, spesso quella più semplice e banale. Mi è sempre piaciuto approfondire, ho cercato di conoscere la natura più nascosta delle cose e di carpirne i segreti più intimi.
"Alla ricerca dei tanti misteri della vita. Sicuramente esiste una realtà oggettiva, ma siamo in grado di non farci condizionare da niente e da nessuno? Forse è meglio giocare con i fatti. Senza porci tante domande"

Spazio X è nato per cercare una spiegazione ai tanti misteri, a tutti quegli interrogativi che non hanno una risposta definitiva: spesso vengono formulate solo delle ipotesi, ma nessuna convince in modo esaustivo, anzi spesso lasciano più dubbi di quelli a cui cercano di dare una risposta. Mi piacerebbe condividere, su questa rivista, alcune delle ricerche che porto avanti da anni.
L'essere umano dalle origini della storia ha cercato di dare una spiegazione a tutto ciò che gli succedeva intorno. All'inizia del suo cammino l'uomo dava molta importanza al soprannaturale, e dietro a molti degli avvenimenti, che oggi conosciamo come naturali, vedeva l'intervento divino. Il positivismo rappresentò la svolta verso l'interpretazione razionale e scientifica dei fenomeni naturali, sociali ed economici.
L'esaltazione della scienza, della concretezza e dell'oggettività dei fatti da essa studiati portarono il positivismo a contrapporsi alla religione e alla metafisica. Solo verso la fine del XIX secolo le certezze della scienza positiva entrarono in crisi a causa della teoria della relatività di Albert Einstein e della psicanalisi di Sigmund Freud.

Einstein dimostrò che anche in ambito scientifico tutto è relativo, mentre Freud fece emergere il lato irrazionale dell'uomo, cioè, il suo inconscio, la sua parte oscura e sconosciuta. La crisi del positivismo spostò l'interesse degli intellettuali verso l'ignoto, l'oscuro e lo sconosciuto mondo del mistero e dell'intuizione. Negli ultimi anni, poi, la fisica quantistica ha affermato che esiste una relazione tra l'osservatore e l'oggetto della osservazione, i due elementi, non sono separati, ma, interagisco tra loro, il primo può influenzare il secondo.
Quando iniziamo una ricerca, di qualsiasi natura essa sia, siamo vincolati dalle nostre convinzioni, siamo sempre influenzati dagli studi che abbiamo compiuto fino a quel momento. Sicuramente esiste una realtà oggettiva, ma siamo in grado di non farci condizionare da niente e da nessuno?
Un'altra teoria, non sappiamo quanto vera, ma sicuramente molto suggestiva, afferma che con i nostri pensieri creiamo la nostra realtà.
A questo punto non resta altro che giocare con gli avvenimenti, le informazioni, le notizie, come con i tasselli di un enorme puzzle e guardare il risultato come si guarda una creazione artistica. Senza porsi troppe domande.