Codice Tarot, il mondo segreto degli Arcani
Tutto quello che c'è da sapere sui tarocchi, una Sacra Scrittura basata su impercettibili auree geometriche
“La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chi guarda dentro, si sveglia”. (Carl Gustav Jung)
I Tarocchi, millenario strumento di conoscenza, sono espressione di un simbolismo che ha attraversato la storia dell’essere umano. La loro iconografia racchiude una complessa struttura cifrata che si basa su una straordinaria sequenza di enigmatici rebus, la cui soluzione consente di far emergere leggi rigorose e precise, grazie alle quali i simboli degli Arcani si trasformano in elementi di un antichissimo linguaggio in codice, utilizzato per realizzare il più ancestrale e segreto tra i Vangeli: i Tarocchi stessi.

Le immagini, dall’apparente semplicità, sigillano l’insegnamento di cui fu custode colei che la tradizione gnostica riconosce come l’incarnazione della Grande Madre, l’Apostolo degli apostoli: Maria Maddalena, che gli Egizi molto prima veneravano come la Dea Iside e che incarna e rappresenta la Madre Cosmica, Devi Shakti Kundalini.
Nel simbolismo più profondo del mazzo, si ravvisano i pilastri dell’esoterismo, le leggi magiche dell‘Antico Sapere Alchemico, sintetizzato nella famosa Tavola smeraldina, attribuita a Ermete Trismegisto, che enuncia: “Come in alto così in basso, come in Cielo così in Terra, per fare il Miracolo della Cosa Unica”.
I 22 Arcani Maggiori narrano la storia dell’Essere, dal ‘Principio’ alla ‘Fine’, dal piano Celeste al piano Terreno, dalla dimensione spirituale a quella materiale.
Indicando il percorso che il ‘Pellegrino’, il Matto, il cercatore del Sé, Arcano 0, deve affrontare per Rettificare, Trasformare e Completare se stesso, “raccontando” per simboli, numeri e immagini la nascita di tutte le cose; ogni passato, ogni presente, ogni futuro…ogni Qui e Ora.
I Tarocchi sono una Sacra Scrittura, basata su impercettibili auree geometrie. Immagini evocatrici che comunicano con il fruitore, utilizzando un linguaggio archetipico, che viene 'riconosciuto' dal proprio codice genetico, dal proprio d.n.a.
Gli Arcani maggiori, impiegati come chiavi di decodifica, consentono di penetrare i più grandi e irrisolti misteri dell’Universo e agiscono quotidianamente sulla nostra esistenza. Essi nascondono un profondo significato spirituale e simbolico, una sorta di poema iniziatico che si snoda attraverso un lungo processo di purificazione e di evoluzione interiore.
Esistono due approcci diversi al sapere esoterico, alla lettura e interpretazione dei Tarocchi, due vie iniziatiche differenti, una “maschile” esteriore, razionale, logica, diritta e l’altra “femminile” interiore, ricettiva, intuitiva, circolare.
Due Chiavi principali di lettura che conducono l’individuo a cercare dentro di Sé a trovare la terza chiave, la propria, offrendo precise indicazioni sul personale sentiero.
I Tarocchi, furono redatti in occidente dalla Setta degli Assassini, custodi del Graal, su commissione dei Cavalieri Templari che ne furono precursori. Venuti a conoscenza del Grande Sapere, li usarono con la finalità di veicolare messaggi criptati che non potevano essere trasmessi apertamente, poiché sarebbero stati soggetti a censure e l’Ordine dei Templari sarebbe stato tacciato di eresia.
I Tarocchi furono, dunque, veicolo di informazioni tra iniziati, perché tramite le figure simboliche rappresentate nelle carte collegate alla tradizione del Santo Graal e del Rex Deus, trasmettevano in modo istantaneo notizie comprensibili solo agli affiliati.
La loro origine è risalente a moltissimi secoli precedenti, per mano diretta dell'Arcangelo Metraton che sigillò il Sapere su tavole di pietra, regalandolo agli esseri umani della Nuova Era.
La loro matrice e l’impronta orientali subirono molte trasformazioni nella raffigurazione lungo il corso dei secoli, assorbendo influenze e simboli legati all’iconografia dei Catari, dei Cavalieri Templari, della Cabala giudaica e dell’Ermetismo greco.
La Chiesa, avendo intuito il simbolismo intrinseco dei Tarocchi, intimamente legato alla linea della discendenza dinastica del ‘Sang Real’ e l'utilizzo degli stessi come strumenti per praticare una fondamentale attività esoterica (storicamente accertata quella dei Cavalieri, la quale, ancora oggi, si perpetua nei riti delle fratellanze massoniche di tutto il mondo che strumentalizzano il Sapere, utilizzandolo per il dominio e il potere), ricorse a definizioni drastiche dei Tarocchi, sviscerandone e svilendone completamente l’Essenza e il Significato. Giudicandoli il “Breviario del Diavolo”, seppur mantenendone l'iconografia all'interno delle proprie strutture religiose.
La storia in-segna! Tutto ciò che può aiutare l’Essere Umano a spezzare le catene della schiavitù mentale è Eresia!
Durante tutto il Rinascimento, le immagini dei Tarocchi erano considerate le “Immagini degli Dei Antichi”, evocatrici nell’osservatore dei miti classici greci e latini.
Visti come un grande “gioco” di memoria, che racchiudeva le meraviglie del mondo visibile e invisibile e forniva istruzioni di ordine tanto fisico quanto morale, mistico ed esoterico.
La serie delle Virtù (Forza, Giustizia e Temperanza) ricordavano loro importanti precetti etici che l'individuo doveva rispettare per conseguire la propria evoluzione interiore; la serie delle condizioni umane (Imperatore, Imperatrice, Papa, Matto e Mago) rammentava la gerarchia alla quale era soggetto l’essere umano e la scala evolutiva che doveva conseguire interiormente per poter avanzare nel sentiero; quella dei pianeti (Stelle, Luna, Sole) alludeva alle forze celesti a cui gli uomini erano soggetti, le loro influenze sottili e ancestrali, al disopra delle quali vi era l’Universo governato da Dio.
Tavole fatte da immagini, dove i più nobili rappresentanti del pantheon greco si affiancano alle virtù cristiane, a immagini alchemiche e allegoriche, a Simboli e Segni delle elevate sfere celesti. Questo è il Codice Tarot!
La Papessa